Buoni si nasce resoconto

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L’iniziativa, organizzata e curata dalla prof.ssa Rosa Balzano, su segnalazione della prof.ssa Costantino, rientrava nel calendario delle attività volte alla promozione della cultura della legalità. Il lungometraggio è riuscito a “portare” i ragazzi nell’intricata rete di drammi psicologici che compongono il fenomeno, purtroppo attualissimo, del bullismo, riuscendo a sviscerarne egregiamente il tema e chiamando in causa avvenimenti verosimili. Al termine della proiezione del 20 dicembre si è svolto un appassionante confronto tra gli studenti e alcuni protagonisti del film. Erano presenti, infatti, gli attori Nicola Capozzi e Lia Cellamare, la dr.ssa Belisario, psicologa, e il prof. Luigi Lampignano, docente di matematica e informatica. L’occasione si è infine arricchita del contributo del regista Dany D’Attoma, intervenuto in video, nel corso del dibattito. La testimonianza dei protagonisti, autentica e significativa, ha offerto spunti di riflessione importanti. L’attore Nicola Capozzi ha stigmatizzato come una risata fuori posto, una parola sbagliata, possano portare incomprensione e poi violenza e come, sempre più spesso, dalla violenza ci si difenda “autonomamente”, facendosi cioè giustizia! Non meno intrigante è stata la testimonianza del regista, che ha sottolineato la passione con cui il progetto è stato realizzato: passione leggibile soprattutto nella partecipazione di tanti attori non protagonisti che, per la prima volta, si sono ritrovati dinanzi alle telecamere impegnati in una storia di violenza sulle donne, droga e bullismo. La realizzazione e la successiva distribuzione del film sono state tutt’altro che facili: all’inizio tutto lasciava presagire un pessimo risultato smentito subito dopo l’approdo del film nelle sale cinematografiche. La dr.ssa Bellisario, nel suo intervento, ha mostrato ai ragazzi la portata della violenza che scaturisce dal fenomeno bullismo: una violenza nuda e cruda, psicologica soprattutto, che emargina, isola, diffama qualcuno. Violenza a cui è indispensabile opporsi trovando, innanzitutto, il coraggio di denunciare. Ai ragazzi spetta “fare la differenza” e li si può aiutare esortandoli a confidarsi con qualcuno che gode della loro fiducia, un “adulto” che sia per loro un riferimento affidabile. I giovani – ha aggiunto ancora la dr.ssa Bellisario – devono essere sensibilizzati e motivati a non rimanere in silenzio, a non trasformarsi in spettatori passivi o omertosi. L’intervento del prof. Luigi Lampignano. è stato tutto incentrato sul ruolo delle istituzioni e sull’importanza di non delegittimarne la funzione e il ruolo sociale. Allo stesso tempo il suo intervento ha mirato a non demonizzare i gusti e le scelte dei più giovani: i luoghi di aggregazione dei giovani non possono essere messi in discussione ma impongono un’attenzione e una vigilanza che impedisca di trasformarle in vere e proprie trappole. Allo stesso modo si impone un’attenzione costante sul linguaggio e sulle sue derive. Si pensi, ad esempio, al linguaggio sempre più esasperato del mondo del calcio.

Lia Cellamare, attrice che ha interpretato il ruolo di una mamma, ha voluto rivolgere un augurio “surfista” ai ragazzi chiedendo loro di essere bravi come un serfista: l’onda è la vita e se superi l’onda ce la fai. Atrimenti affoghi! Riprendendo la parola, a conclusione dell’intenso confronto con i ragazzi, Nicola Capozzi ha spiegato come l’idea del film sia nata da un atto di violenza subito al quale la vittima non ha risposto con la violenza ma con intelligenza. Il bullo – autore della violenza – è così diventato amico e ha colto la chance offertagli diventando attore. L’atto conclusivo della bellissima esperienza è stato curato dalla prof.ssa Balzano che ha moderato il dibattito stimolando le domande e le provocazioni dei ragazzi e ha coordinato gli interventi degli ospiti ai quali è stato chiesto di testimoniare il ruolo fondamentale della scuola nella vita dei ragazzi.