edizione della Fiera dell’Agricoltura

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Per tre giorni Sammichele diviene l’ombelico del mondo agricolo. Una full immersion per operatori del settore che esporranno i propri prodotti. Ormai, la cucina pugliese è diventata un brand d’eccellenza in ambito nazionale. Non va dimenticato che la cucina genuina trova le sue radici nell’agricoltura che resta ancora una delle voci importanti del PIL pugliese. Spazio, dunque, ai prodotti nostrani, dal settore lattiero-caseario alle macchine ed attrezzature agricole nonché dell’artigianato legato al comparto agricolo, al mondo dei vivai sino a tutto il vasto indotto di allevamenti bovini del territorio. La Fiera dell’Agricoltura sarà un momento importante per concludere affari e scambiare esperienze e progetti innovativi “Il Comune – dice il sindaco Lorenzo Netti – punta a valorizzare un settore strategico per un intero territorio del sud est barese ma sta tracciando anche realtà di altre regioni, l’obiettivo è creare un appuntamento annuale per valorizzare e presentare le eccellenze di questo Comune”. Degna di nota è quest’anno la presenza della Repubblica del Senegal con una qualificata delegazione di produttori e rappresentanti istituzionali. Altamente interessante l’attività convegnistica prevista nelle tre giornate. Si tratteranno tanti argomenti unitamente a momenti di formazione a cura del Dipartimento di Prevenzione della Asl Bari. Altra novità di quest’anno è la presenza di uno Show Cooking con la partecipazione della nota imprenditrice e cake designer Porzia Vitali. L’IISS Rosa Luxemburg di Acquaviva delle Fonti parteciperà alla Fiera con la presentazione, da parte dei ragazzi del quinto anno del Settore Agrario – Indirizzo gestione dell’ambiente e del Territorio, del loro lavoro sulle nuove frontiere dell’agricoltura. Ma quali sono le nuove frontiere dell’agricoltura? Sono le cosiddette attività connesse all’agricoltura, proprie di quella che è stata definita multifunzionalità. Le rese delle coltivazioni, oggi, restano invariate, mentre assumono sempre più importanza le esigenze di tutela della salute, dell’ambiente e della fertilità dei terreni, ed è proprio questa la vera e propria rivoluzione culturale nel settore agricolo.