Messaggio di inaugurazione della Dirigente scolastica per l’anno scolastico 2026-2027

Carissimi tutti, l’inaugurazione di un anno scolastico è un momento importante per una comunità....

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Inaugurazione anno scolastico 2026-2027

Carissimi tutti, l’inaugurazione di un anno scolastico è un momento importante per una comunità.

Ma vorrei che non pensassimo a questa giornata solo come a un momento di saluti, discorsi e fotografie.

Vorrei che pensassimo a questa inaugurazione come all’inizio di un viaggio.

Un viaggio che facciamo insieme.

E che oggi parte da due luoghi: Acquaviva delle Fonti e Casamassima.

Quattro indirizzi, tre sedi, tante storie diverse.

Ma una sola scuola. Il Rosa Luxemburg.

Il nostro Istituto è una scuola particolare.

È una scuola nella quale convivono mondi apparentemente molto diversi. Ci sono le arti grafiche, audiovisive e multimediali Ci sono le professioni per la sanità e i servizi sociali.

Ci sono i servizi culturali e dello spettacolo.

E c’è l’ospitalità alberghiera, l’enogastronomia e i servizi di sala, che trovano nella sede di Casamassima la loro casa.

Potrei limitarmi a elencare questi indirizzi. Ma sarebbe riduttivo.

Perché dietro ad ogni indirizzo ci sono persone.

Ci sono ragazze e ragazzi che stanno cercando di capire chi sono e chi vogliono diventare. Ci sono passioni che nascono.

Talenti che vengono scoperti.

Errori dai quali si impara.

Sogni che qualche volta cambiano.

E soprattutto ci sono possibilità.

Ed è proprio questa, secondo me, la parola che meglio descrive una scuola.

Possibilità.

La possibilità di scoprire qualcosa che ancora non si conosce di se stessi.

La possibilità di imparare, di sbagliare e di ricominciare.

La possibilità di trasformare una passione in una competenza. E, un giorno, una competenza in una professione.

Care ragazze e cari ragazzi, a voi che ci state seguendo a distanza voglio dire una cosa molto semplice: questa scuola è vostra.

Non appartiene soltanto alla Dirigente o ai vostri professori. Non appartiene all’amministrazione scolastica.

La scuola prende vita attraverso le persone che ogni giorno la abitano. E voi siete il motivo per cui esiste.

Per questo vi chiedo di non essere semplicemente studenti che vengono a scuola. Vi chiedo di essere protagonisti.

Abbiate curiosità.

Fate domande.

Sperimentate.

Abbiate il coraggio di provare.

Non abbiate paura di sbagliare.

Perché una scuola nella quale non si sbaglia probabilmente è una scuola nella quale non si prova abbastanza.

Agli studenti del primo anno voglio dire una cosa.

Quando vi siete iscritti qui, forse non sapevate ancora esattamente dove vi avrebbe portato questo percorso. È normale.

Non vi chiediamo di avere già tutte le risposte.

Vi chiediamo di darvi la possibilità di cercarle.

A chi invece è arrivato agli ultimi anni dico: utilizzate questo tempo per costruire qualcosa che rimanga con voi anche dopo il diploma.

Non soltanto conoscenze.

Ma autonomia.

Responsabilità.

Capacità di collaborare.

Capacità di comunicare.

Capacità di affrontare un problema e cercare una soluzione. Sono competenze che nessun voto, da solo, può raccontare.

Un pensiero particolare voglio rivolgerlo ai nostri docenti.

Insegnare oggi significa certamente trasmettere conoscenze. Ma significa anche accompagnare.

Significa riconoscere un talento che magari lo studente stesso non ha ancora visto.

Significa tenere insieme rigore e attenzione alla persona.

Significa, qualche volta, dire una parola che arriva nel momento giusto. E per questo voglio ringraziarvi.

Voglio ringraziare anche il personale ATA, che ogni giorno, con professionalità e disponibilità, contribuisce a far funzionare la scuola e a renderla un luogo accogliente, organizzato e attento alle esigenze di tutti.

Un pensiero va poi alle famiglie: scuola e famiglia non possono essere mondi separati.

Abbiamo responsabilità diverse, ma un obiettivo comune: aiutare i nostri ragazzi a diventare adulti consapevoli, competenti e capaci di costruire il proprio futuro. Abbiamo bisogno di fiducia reciproca. E abbiamo bisogno di dialogo.

Un ringraziamento particolare voglio poi rivolgerlo alla Dirigente dell’Ufficio scolastico (dott.ssa Lotito), al Sindaco del Comune di Acquaviva avv. Lenoci e al Sindaco del Comune di Casamassima avv. Nitti nonché a tutte le istituzioni civili, religiose e militari del territorio che ci hanno onorato con la loro presenza.

Perché una scuola non vive isolata dal territorio.

Una scuola ha bisogno di interagire con la comunità nella quale vive.

E deve essere un luogo nel quale il territorio riconosce una risorsa.

Per questo desidero che il Rosa Luxemburg sia sempre più una scuola aperta, visibile e presente nelle comunità di Acquaviva delle Fonti e di Casamassima.

Oggi siamo qui ad Acquaviva. Ma contemporaneamente c’è un’altra parte della nostra comunità a Casamassima.

E vorrei che questo fosse il messaggio più importante della nostra giornata: nonostante le distanze, siamo una sola scuola. Acquaviva e Casamassima.

Artistico, Socio-sanitario, Cultura e Spettacolo e Alberghiero.

Percorsi diversi, ma una stessa comunità educativa.

Una comunità fatta di circa 770 studenti con le loro famiglie, circa 180 docenti e 40 unità del personale ATA, oltre a tutti coloro che ogni giorno lavorano perché questa scuola possa crescere.

Ma non siamo semplicemente numeri.

Siamo storie.

Siamo persone.

Siamo possibilità.

E allora cominciamo.

Cominciamo questo nuovo anno con entusiasmo, ma anche con senso di responsabilità.

Con l’ambizione di fare bene, ma soprattutto con la volontà di fare meglio.

Con la consapevolezza che ogni giorno passato a scuola può lasciare qualcosa. A ciascuno di noi.

Voglio concludere con un augurio.

Cari ragazzi e ragazze, vi auguro di trovare, durante questo anno, almeno una cosa che non sapete ancora di saper fare.

E vi auguro di avere il coraggio di farla.

Perché è proprio così che comincia il futuro.

Buon anno scolastico a tutti.

E soprattutto…buon anno, Rosa Luxemburg.

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