Premio per la 3^C LAM al Festival Mente Locale Young

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Alla 3^C LAM, seguita dalle docenti Donatella Scarati e Marianna Giove, la giuria professionale ‘Senior’ ha conferito un premio del valore di 500 euro per la miglior recensione scritta dagli studenti delle Scuole Superiori: nel caso specifico i nostri studenti, unici premiati nella categoria, hanno scritto una recensione sul film AdOvest – andare e restare del Liceo Statale “Pascasino” di Marsala.

Ogni luogo – si legge nella recensione – ha qualcosa in sé che lo rende unico. Luogo della memoria, ma anche non-luogo dell’io all’eterna ricerca di qualcosa. Tra schiumose onde e magici tramonti si intrecciano parole che si lasciano trasportare dai delicati soffi del vento, mentre le barche di Marsala si dematerializzano: le barche sono la metafora nella quale gli studenti dell’istituto superiore Pascasino si riconoscono, granelli di sale in un mare sconfinato. Il viaggio è il simbolo-matrice di quest’opera, che si concretizza nell’immagine di una valigia abbandonata sul molo. Lasciare quel bagaglio in quel posto in cui si è cresciuti, per raggiungere una realtà sconosciuta, è lasciare qualcosa di sé forse nella speranza di tornare. Come le onde del mare. Un mare che, con sorprendenti inquadrature a piombo, si mostra separato in un est e in un ovest, in un nord ed un sud, da un percorso che raccorda i punti di partenza e di arrivo del racconto filmico. All’inizio è un viaggio personale, un cammino intimo verso le paure ma con la voglia di sfidare i propri limiti; alla fine è l’unirsi in un coro di passi per prepararsi al passaggio tra l’età dei sogni e quella della realtà, che solo affrontato insieme porterà ad una nuova era. Un’alba e un tramonto, una catarsi e un’enfasi, una realtà sospesa tra passato e futuro: andare o restare.

La scelta compositiva, semplice ma efficace, e l’interpretazione spontanea degli attori amatoriali donano sentimento e credibilità al prodotto. La colonna sonora lo rende scorrevole e suggestivo, permettendo allo spettatore di immergersi nella visione. Molto interessante sia la scelta dei campi lunghi che, anche grazie all’uso del drone, valorizzano le bellezze del territorio, sia i movimenti di camera con i vari raccordi, che seguono i personaggi dando allo spettatore l’impressione di entrare nella scena. Originale anche la tecnica narrativa, che gioca sull’alternanza tra le interviste in interno e le riprese dei luoghi in esterno. Il tutto sostenuto da un montaggio fluido che conferisce un ritmo piacevole e coinvolgente a tutto il prodotto. Ben curata anche la coerenza stilistica negli aspetti cromatici: il blu è la nota dominante, nelle sue varie sfumature, una sorta di filo conduttore che ritroviamo nei vestiti, nel cielo, ma soprattutto nel mare. Un mare da cui tutto inizia e tutto finisce, in cui ogni partenza è un eterno ritorno”.